18.6.2018, 11:22

Oliver Stefani, responsabile del design ŠKODA: «Il design, una fonte di emozioni»

Mladá Boleslav, Juni 2018 – Nell'intervista su ŠKODA Storyboard, Oliver Stefani svela come interpreta il mestiere di designer e spiega il suo punto di vista sul marchio ŠKODA, un marchio ricco di tradizione ma al tempo stesso a cavallo fra il dinamico e il giovanile. Inoltre, ci racconta perché un designer non debba mai perdere d'occhio durante il suo lavoro il retaggio storico della marca.

Cosa ti fa sorridere?

Mi piace assistere alla reazione della gente quando vede il nostro design per la prima volta. Il loro sorriso mi appaga. È una bella sensazione avere la possibilità di rendere felice qualcuno. Il progetto di un'auto richiede circa tre anni. La fase del design vero e proprio di solito dura circa nove mesi, come quando si mette al mondo un bambino. E questo descrive cosa proviamo per l'auto: è il nostro neonato e ce ne prendiamo cura. Ci mettiamo dentro tanto cuore e tanta vita: idee, vittorie, ma anche sconfitte. Quando l'auto viene alla luce e la vedi per la prima volta sulla strada, quando vedi un cliente che l'apprezza, che ne va fiero, ecco, quello è l'obiettivo del nostro lavoro.

E come vivi le critiche?

Nel design non esistono verità assolute. Può essere giusto il bianco come il nero. Sia che piaccia o che non piaccia alla gente, hai fatto qualcosa di buono. Qualsiasi reazione è meglio dell'indifferenza. Certo, mettendo un po' della propria anima in ogni auto è ovvio che si diventa sensibili. Se qualcuno si lamenta dell'auto, è un po' come se si lamentasse di me. A volte fa male, ma fa parte del mio lavoro. Cerchiamo di creare emozioni, non di essere mediocri.

Come fai a sapere cosa piacerà alla gente? Cosa ti dà ispirazione?

Tutto. Tutto ciò che trovo interessante. Mi interesso abbastanza di aerei, mi piace l'eleganza e l'imponenza con cui si muovono. Anche le barche sono interessanti, ma come lo sono l'architettura, la moda, il cinema e l'elettronica. Ogni volta che viaggio cerco di trovare il tempo per starmene seduto in un bar e guardare il traffico, la gente, l'atmosfera. Il mondo è pieno di piccoli miracoli e sorprese. I designer devono capire presto le tendenze e anticipare ciò che verrà. Certo, non abbiamo la sfera di cristallo, ma abbiamo questa percezione, che è molto importante. A volte è difficile convincere la gente perché non abbiamo prove. Non possiamo dimostrare che quella è la strada giusta, è solo una sensazione. Non è facile, ma mi piace.

Hai sempre voluto essere un designer?

Ho sempre disegnato, sin da quando ero bambino. Solo che a quei tempi non disegnavo automobili, ma cartoni animati. Il mio sogno era di andare negli studi della Disney e di fare film come Peter Pan o Biancaneve. C'è così tanta creatività e l'approccio artistico è altissimo. È un mondo che continua ad affascinarmi e infatti colleziono schizzi degli storyboard. Più tardi, terminata la scuola, ho deciso di diventare giornalista. Pensavo che forse la carriera artistica non avrebbe funzionato. Ma poi il mio vicino di casa, che lavorava come assistente in una scuola d'arte, mi invitò a un'esposizione. C'era una stanza piena di disegni sul tema auto fatti da persone che in quel periodo stavano facendo uno stage da Volkswagen.

Nel momento in cui vidi quei disegni pensai: questo è esattamente ciò che voglio fare. È stata come una rivelazione e non mi sono mai pentito di questa decisione. È qualcosa che ha trovato me, e non viceversa.

Visto che sei un grande fan della Disney, qual e il film che ti piace di più?

Sono anche un grande fan di Guerre Stellari e... sì, mi piacciono molti film della Disney. Tuttavia il film che amo di più e che mi ha influenzato maggiormente è Blade Runner. Guerre stellari è una fiaba carina, ma Blade Runner si è avvicinato molto alla realtà, a ciò che può essere oggi il futuro. Ne sono rimasto profondamente impressionato. Infatti ho acquistato lo sketchbook con tutti i disegni delle auto, delle persone e dei costumi. Un'opera davvero artistica e visionaria. Se si va oggi a Shanghai e si guardano i grattacieli, le luci e le proiezioni delle pubblicità, beh, è esattamente ciò che Ridley Scott mostrava 20 anni fa.

E qual e l’arte che ti piace di più?

Mi piacciono molto gli schizzi dei maestri antichi come Michelangelo o da Vinci, a volte più dei dipinti finali. Amo la via che ha condotto alla realizzazione del quadro, la sua ideazione, perché mostra che la realizzazione di un dipinto di alto livello è un lavoro duro, un po' come fare un'auto di qualità. Devi fare delle ricerche e modificare spesso il progetto. Mi affascina il momento di creatività che viene catturato nelle bozze. Esattamente come da Vinci cerca le proporzioni ideali del corpo umano, noi cerchiamo le proporzioni ideali dell'auto. Sportiva? Spaziosa? Comoda? È una ricerca della perfezione.

Cosa ti aspetti dal futuro?

Le nuove tecnologie portano con sé sfide complesse e questo mi piace. La guida autonoma, il comando vocale, le nuove regole o anche gli ologrammi. Mi fa piacere il fatto che il mondo non stia diventando noioso, perché vogliamo mantenerci creativi. Guardo con impazienza a ogni nuova sfida perché oltre a rendere interessanti le nostre vite stimola la nostra creatività. Dobbiamo saperla sfruttare al meglio, e la sfida è saper fare le cose meglio degli altri. È un po' come nella Formula 1, dove devi sempre impegnarti per restare ai vertici anche con le nuove regole. Il futuro non mi spaventa. Negli ultimi 20 anni abbiamo avuto solo vetro, gomma e acciaio e ora ci sono tantissime novità interessanti.

Ti sei da poco spostato nella repubblica ceca. Quali sono le tue impressioni?

Lo scorso anno ho visitato per la prima volta nella mia vita la Repubblica Ceca. Sono stato a Praga, dove sono rimasto impressionato dall'abbinamento di architettura tradizionale e moderna. È davvero una bella città, ricca di stile e storia, ma allo stesso tempo giovane e vivace. E questo mi piace. Un po' come ŠKODA, che ha alle spalle una storia davvero lunga ed è una ricca fonte di ispirazione: nessuna altra casa automobilistica al mondo vanta le stesse origini di ŠKODA, basti pensare al suo rapporto con l'arte della lavorazione del cristallo di Boemia. Noi attingiamo da questa ricchezza per creare auto uniche, che contraddistinguono ŠKODA da qualsiasi altro marchio automobilistico. Conserveremo questo aspetto sicuramente anche in futuro.

Qual è il tuo modello preferito nella storia di ŠKODA?

La ŠKODA POPULAR Monte Carlo. È un'auto davvero bella e unica, elegante e dinamica. Sarebbe un sogno poterla guidare un giorno. È bello avere delle auto di cui sognare, e la POPULAR lo è. Devo dire che ho passato parecchio tempo nel museo ŠKODA ed è stato davvero sorprendente vedere quanto sia ricca e lunga la storia del marchio. Sono rimasto molto impressionato da queste auto, dalla loro qualità e dal livello artigianale. È un'importante fonte di ispirazione per il nostro lavoro. Noi puntiamo sempre al futuro, ma guardiamo anche indietro, alle origini, che sono la nostra guida.

 

Dove sarà il design ŠKODA fra cinque anni?

Penso che ŠKODA abbia davanti a sé un futuro molto luminoso. Spingeremo più in alto la reputazione del marchio. La sua presenza è già forte, ma la consapevolezza del brand cambierà ancora di più e noi vorremmo supportare questo processo con il nostro design. Daremo molto più spazio all'espressione emotiva, vogliamo raggiungere più persone e sedurle. Le auto saranno più armoniose, dinamiche ed emozionali. Vogliamo che la gente compri una ŠKODA non solo perché conviene economicamente, ma anche perché ne apprezza il design e il prodotto in generale. Questo cambiamento inizierà con le auto che arriveranno sul mercato quest'anno, e dopo faremo ancora di più. Il design è spesso il motivo per cui si acquista o non si acquista un'auto, ecco perché il nostro lavoro è così importante. Mostriamo i valori del marchio, li rendiamo visibili.

È stata da poco presentata la ŠKODA VISION X. Qua e secondo te la caratteristica del suo design che la contraddistingue maggiormente?

La VISION X è la prima ŠKODA su cui ho potuto mettere mano ed è stata una bella esperienza. Il compito era creare un collegamento tra KAROQ e KODIAQ, ma allo stesso tempo dare all'auto un carattere tutto suo. Mi piace la nostra nuova interpretazione del frontale. La luce di marcia diurna è un striscia sottilissima nella parte superiore con quattro elementi ottici in cristallo al piombo molato, mentre la luce principale è in basso. Un look molto audace e moderno, che conferisce alla vettura al contempo personalità e familiarità. I nostri clienti dovrebbero sempre riconoscere l'impronta ŠKODA e penso che abbiamo fatto davvero un ottimo lavoro, l'auto suscita emozione e supera confini, pur rimanendo credibile. E il colore Flex Green è semplicemente bello, fresco e vistoso – rende la vettura riconoscibile da lontano.

Quanto e grande il tuo team di designer e qual e esattamente il suo ruolo?

Il nostro team di design conta oltre 100 persone e circa 25 nazioni, è un team molto internazionale. Abbiamo collaboratori provenienti dalla Spagna, dalla Germania, dalla Cina, dalla Francia e molti altri Paesi, ovviamente anche dalla Repubblica Ceca e dalla Slovacchia. Al giorno d'oggi ciascuno di noi è un attore globale ed è bene avere persone con formazioni ed esperienze diverse. I designer sono molto interessati a lavorare con noi e questo è un buon segno, vuol dire che siamo un marchio attraente. Il mio lavoro consiste nel far sognare la gente e vedere che tutte le idee crescono.

A volte il nostro lavoro è davvero molto semplice: prendi carta e penna e butti giù un'idea. Non ci sono segreti, non c'è calcolo dietro, ci sono persone che stanno sedute alla scrivania e sognano. E io cerco di far sì che le idee non vengano depennate troppo presto, bisogna fare in modo che si sviluppino. Cerchiamo di fare qualcosa che non è mai stato fatto prima e se si è troppo rigidi su ciò che è e non è ŠKODA, non si aiuta la creatività. Aspettiamo di vedere cosa ne viene fuori, siamo sempre aperti al nuovo.

Cosa sono le tre cose senza le quali non potresti vivere?

La mia famiglia, ovviamente, il mio lavoro, che è la mia passione...e il mio album da disegno.

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